dimanche 1 février 2009

Archivi di Stefano Bissi (1987)
























dimanche 16 novembre 2008

Siculiana e il Cristo nero

Siculiana e il Cristo nero
creato da Gian Joseph Morici - Ultima modifica 20/04/2008 20:37
Nel mese di maggio, si festeggia a Siculiana il Cristo nero.
In occasione della festa, ai primi di maggio, gli emigrati tornano in paese e i fedeli sfilano a piedi scalzi.
Si narra, che la statua del Cristo appena spirato, fu commissionato dagli abitanti di Burgio.
Mentre veniva trasportato per essere consegnato, la leggenda vuole, che i due portatori incaricati, si fermassero a riposare presso l’antico casale di Siculiana.
Posata la cassa con il Cristo in una stalla, i due presero a riposarsi.
Passava da lì un cieco, il quale ignorando il contenuto della cassa, vi si sedette sopra.
Arrivati i portatori, ingiunsero al poveraccio di alzarsi immediatamente e fu allora, che costui si accorse che ci vedeva.
Diffusasi la voce del prodigio, gli abitanti del paese portarono il crocifisso in processione alla chiesetta del castello.
Una seconda leggenda, narra di una vecchietta, che sognò il crocifisso che le chiedeva di liberarlo dall'interno di una grotta, dove due ladri che avevano trafugato la cassa, convinti che contenesse preziosi, lo avevano riposto.
Gli abitanti di Burgio, appresa la notizia del rinvenimento del crocifisso da loro commissionato, ne reclamarono la restituzione.
Da ciò ne derivò una disputa tra i due paesi che si contendevano il diritto di possesso della statua.
Non potendo arrivare a soluzione alcuna, i contendenti vennero ad un patto.
La statua sarebbe stata trainata da boui, fino ad oltrepassare il torrente Catania e solo se ciò non fosse accaduto, avrebbero letto in questo evento la volontà del Cristo di restare a Siculiana.
La leggenda vuole che i buoi si rifiutarono di oltrepassare il torrente e così il Cristo rimase ai siculianesi.

lundi 27 octobre 2008

Ricordo Calogero

A Siculiana, un giorno in 1955
Chi è ? Chi era ?
Dramma

Ucciso ... si è stato ucciso

la gente, le vicini, tutto il paese sapeva

il colpevole ?
un ladro, un ripreso di giudizia
vicino di casa...
Gelosia, malvagità,
male via, odio... perchè ?

Qualche colpa di pistola
in campagna e poi via

Unico,
lui era il figlio della famiglia
in mezzo a 5 sorelle
Giovane, solo 25 anni
Lavorava la terra
Generoso, bravo, coraggioso
Tutti parlavano in bene di lui
Doveva partire in America ...


E scomparso ma rimane sempre
nel nostro cuore

Era il nostro zio

Perdendo lui
la nonna è rimasta
vestita di nero per sempre e col il cuore spezzato
La nonna è morta in America
e i manifesti sui muri di Siculiana
quando arrivó il suo ultimo giorno
sembrano aver stato scritti per Calogero
"adesso figlio mio sono con te"

Ogni anno in memoria per lui
e per tutta la famiglia
si parla del tempo passato

Maledetta questa vita
piena di pene
perchè ?

Oggi in figura
domani in sepultura

Che vita triste
quando arriva
la festa dei morti

Riposa in pace
nel tuo piccolo cimitero di Siculiana
zio Calogero

Pasqualina

jeudi 4 septembre 2008

Siculiana non è un film

Notti pi notti, vampati pi la strata,machini, chioschi, na radiu arrubbata,a Siculiana li tempi cangiaru,lu mezzagustu ncumencia a ghinnaru.
Ni stu paisi senza cchiù scantu,li dilinquenti su jttati a lu sbantu,ti trasinu intra mentri ca mangi,"isati li mani e guai a cu chiangi!",senza pistola, saccu e cazetta,macari tuppianu, lu capu s'assetta,mangia cu tia, si piglia u cafè,senza primura, "tantu cu c'è...""li carabinera andura passaru,vittiru a natri e si nni eru a lu Scaru..ca ddrà è sempri festa, c'è lustru tutti i siri,falò a timpesta, ca ti veni lu piaciri..".
Che bellu stu paisi, paremu in Olanda,drogati, bagasci e na gioventù ca sbanda..la cinepresa ogni jornu n'arripiglia,fina ddru Ruoppolu si fa meraviglia.....
Sterru.

Pubblicata sul blogo da Sterru il 26/1/2007, dopo i ripetuti incendi ad abitazioni, automobili e attivita' commerciali di Siculiana.

dimanche 13 avril 2008

La terra ca fa véniri lu spinnu









vendredi 11 avril 2008

Siculiana

http://www.comunitalia.eu/index.php?page=map&place=Siculiana&Regione_cerca=15&Provincia_cerca=1&Comune_cerca=1955


http://www.prontoimprese.it/sicilia/agrigento/siculiana

50° anniversario di Liberazione

A SICULIANA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI ZAMBITO

SICULIANA (AGRIGENTO) 7 AGO.(Italia Estera) - "Il 25 Aprile 1995. I mass-media e il 50° anniversario di Liberazione". È il titolo del libro di Giovanni Zambito, Aletti Editore (pag. 176, 22,50 euro), che verrà persentato domani, 8 agosto, a Siculiana, in provincia di Agrigento. L’incontro si terrà nel Salone del Santuario del Crocifisso, dove oltre all’autore, è prevista la relazione della poetessa Giuseppina Mira e del giornalista Gaetano Ravanà. Moderatore Don Salvatore Raso, Arciprete di Siculiana.
Il volume fa una panoramica sull’attenzione riservata dalla stampa italiana al cinquantenario della Liberazione, quando cioè nel lontano 1945 l’Italia, in particolare la parte settentrionale, fu liberata dall’occupazione nazista e fascista."Quante volte si sente dire in discorsi importanti o si legge nelle pagine introduttive di un libro o un saggio di storia – afferma Zambito - che per l’uomo di oggi è essenziale non perdere il ricordo di ciò che è stato nel suo passato; di considerare che non si è altro che il frutto del proprio trascorso sia individuale che collettivo!. Questo lavoro potrebbe essere benissimo inquadrato in un’ottica del genere. Qui non si fa riferimento solamente all’uso che l’informazione fa del passato ma anche a un certo modo di scrivere che a tratti risulta piacevole e originale, a volte pomposo e prolisso. Ovvio lo spazio attribuito agli storici che per il Cinquantenario della Liberazione hanno scritto, commentato ed elaborato ricostruzione storiche".

Zambito raccoglie infatti le testimonianze di quanti hanno vissuto quel giorno, sia in qualità di soli testimoni, che di quanti parteciparono alla Resistenza. Inoltre riesce a raccogliere il ricordo di Norberto Bobbio, che rappresenta la tradizione antifascista laica.
Presenti nel libro anche note di costume e di curiosità dell’epoca attraverso il contributo delle iniziative pensate in vista dell’anniversario di Liberazione.
Viene inoltre descritta l’Italia del giorno dopo la Liberazione, come la notizia viene appresa nelle principali città italiane, da Milano, a Roma, a Napoli e poi come i media hanno trattato nel corso degli anni i vari anniversari fino al 50°.

"Alla fine della ricerca – evidenzia l’autore - di una cosa mi sono maggiormente convinto: nel nostro bel Paese non ci si stanca mai di creare "vespai di polemiche" pure per questioni e diatribe che potrebbero benissimo arrivare a una definitiva e pacifica risoluzione tenendo sempre presenti le diversità di pensiero legittime in una democrazia. Per non parlare del poco diffuso senso patriottico. Qualche miglioramento a livello di sensibilità a tal riguardo si è registrato da quando Carlo Azeglio Ciampi è diventato Presidente della Repubblica. Con i suoi continui e pertinenti richiami alla comune nostra identità patriottica, in nome di una comune appartenenza alla Nazione, sembra aver ridestato orgogli sopiti e intorpiditi. È stato Ciampi ad aver reso il 2 giugno di nuovo festa nazionale, con tanto di rosso nel calendario e ad aver restituito lustro alla parata della Repubblica con una partecipazione massiccia della popolazione".
"Proprio l’ex Capo dello Stato, tramite il Segreteriato Generale del Quirinale, - spiega - mi ha fatto pervenire alcuni passi di suoi discorsi fatti in occasione della celebrazione del 25 aprile del 2003 e del 2004, una festa che rappresenterà sempre un momento di formazione civile, di memoria, di speranza per il futuro, di riflessione sui valori che uniscono, tengono viva e vitale la Nazione: i valori della Costituzione repubblicana".

"Nell'analisi degli articoli o delle cronache televisive – commenta Giovanni Zambito - si è tenuto conto anche di come certe notizie sono state riportate e la rilevanza che hanno assunto sia all'interno della stessa testata sia nel dialogo e nel confronto generale sull'argomento. È indubbio che la festa del 25 aprile pone tuttora interrogativi, suscita dispute e sollecita pubblicazioni. Tutto ciò non fa che con¬fermare che la memoria della Resistenza è un patrimonio ancora vivo, capace di unire e ispirare forze politiche e culturali diverse che si riconoscono nei valori comuni dell'antifascismo, dall'area cattolica a quella liberaldemocratica, dall'area socialista a quella marxista della sinistra radicale".
Il primo volume analizza, infatti, le caratteristiche del dibattito politico sulla memoria della Resistenza attraverso la lente dei discorsi pronunciati in occasione della Liberazione dalle più importanti cariche istituzionali - da Gronchi a Ciampi - e dai politici più in vista, da De Gasperi a Moro, da Nenni a Togliatti, da Almirante a Fini.
Al centro del secondo volume la memoria del 25 aprile è vista divisa non solo tra fascismo e antifascismo, ma anche per le spacca¬ture interne allo schieramento antifascista: tra una "memoria rossa" (delle sinistre) e una "memoria grigia" (della Dc), una impolitica e una iperpolitica.
"Si è cercato di tracciare – prosegue l’autore - le coordinate fondamentali di un dibattito ancora aperto, che continua a essere vissuto con passione e coinvolgimento anche se non da tutti gli italiani: si pensi ai fatti dell'ultimo anniversario. Una "tiepidezza" nei confronti della ricorrenza è favorita dalla scarsa consapevolezza circa la realtà storica del fascismo, declassato da moderno esperimento totalitario a una "dittatura benigna", a un regime in fin dei conti benevolo, non privo di meriti storici. È pertanto urgente affrontare il nodo storico e storiografico del fascismo: la memoria della Resistenza ne uscirebbe rinvigorita".
"La Einaudi – conclude - ha ripubblicato le Lettere dei condannati a morte della Resistenza con la prefazione di Gustavo Zagrebebky, che con queste parole chiude la nostra rassegna: "Chiunque anche oggi leggerà queste "Lettere" vi troverà un'altra Italia e non potrà non domandarsi se davvero non ci sia più bisogno di quella voce o se, al contrario, non si debba fare di tutto per tramandarla e mantenerla viva nella coscienza, come radice da cui attingere forza".

Giovanni Zambito, nato a Siculiana, è docente di Lettere e Latino al Liceo "Vittoria Colonna" di Roma e dottorando di Ricerca in Italianistica presso l’Università di "Tor Vergata". Del dicembre 2004 è il suo saggio "Roso Malpelo, Ciaula e altri volti", presente in "Il Volto del Santo", edito dal Consorzio Universitario della Provincia Agrigento.


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